POLONIA… AQUILE DI MARE CON SPECIAL GUEST

Novembre 2017, alla fine di una 10 giorni fotografica tra siti storici, matrimoni, e parchi dai colori stupendi si conclude il mio soggiorno polacco , senza pero’ tralasciare le aquile di mare coda bianca che già conosco.

Cracovia-Varsavia aeroporto Chopin dove atterreranno a breve gli altri 6 baldi ‘giovani’ che compongono il gruppo di quest’anno. Raduniamo i bagagli ritiriamo il van che abbiamo noleggiato e via verso i dintorni di Kutno dove soggiorneremo per questo breve periodo in un albergo che già conosco grazie a precedenti esperienze, piccolo briefing durante la cena e via… SVEGLIA !!! sono le 4 quando saliamo sui fuoristrada che ci porteranno ai capanni la temperatura è bassa ma non impossibile 1°. Purtroppo parte del percorso non è percorribile neanche con il fuoristrada quindi giù zaino in spalla e con il fango alle caviglie e nella più totale oscurità ci si incammina … il cielo è pulitissimo le stelle ci accompagnano e rimaniamo piu volte a bocca aperta col naso all’ insù.

Siamo in 7 ci disponiamo 4 in un capanno e 3 in un altro accendiamo le piccole stufe presenti e sistemiamo la nostra attrezzatura nel migliore dei modi tenendo a portata di mano schede di memoria batterie e duplicatori di focale, il tutto nel massimo silenzio e con pochissima luce.

Siamo pronti sappiamo che dobbiamo prima stabilire un certo feeling e quindi attendere che i primi a scendere inizino a mangiare senza scattare, facendo cosi’ si spaventeranno di meno ascoltando le ns successive raffiche fotografiche. Le prime aquile scendono quando il sole ancora non è sorto e quindi ce le gustiamo solo a occhio nudo apprezzando la loro maestosità. Esce il sole i colori si fanno caldi come i nostri otturatori che non perdono tempo e cominciano a scattare, fortunatamente per tutta la giornata ci sarà il sole e le baruffe tra aquile si ripeteranno per molte e molte volte permettendoci di scattare in condizioni di iso relativamente bassi.

 

VITA DA CAPANNO

Usciamo dal capanno quando ormai il sole è tramontato, un po intirizziti dal freddo ma entusiasti come bambini dentro un negozio di caramelle… per alcuni è la prima volta quindi l’emozione è molto alta e per oggi le aspettative di ognuno sono soddisfatte. Albergo doccia e cena si cena in Polonia si mangia molto presto per questa sera fanno un’eccezione e ci servono il pasto alle 19.00 gia alle 21.00 siamo tutti sotto le coperte senza pero’ dimenticare di caricare le batterie delle reflex.

Secondo giorno siamo sotto di un uomo , infatti er sor Giovanni resta ai box x motivi personali, non ci scoraggiamo e ci reimmergiamo nel nostro fango freddo direzione capanno, purtroppo oggi è nuvolo e a tratti piove ma a noi poco importa siamo pronti a tutto. Ora tutto il gruppo conosce le traiettorie e alcuni comportamenti dei soggetti quindi si scatterà migliorando quello fatto il giorno prima, sono le 11 la soglia di attenzione è sempre al 100% e arriva lei, una sagoma simile, colori diversi e poi quel maestoso becco che è estremamente diverso da quanto visto fin’ora… scattiamo fino alla fine dei ns buffer e solo quando esce dai ns oculari ci consultiamo e dopo aver consultato vari siti e manuali a ns disposizione possiamo dirlo ‘ abbiamo scattato l’aquila di steller ‘

Questo bellissimo esemplare non è molto comune in questo posto infatti il suo habitat tipico è Giappone e la Russia più precisamente la Kamchatka, probabilmente disorientata da forti venti o altro ma comunque è li che completa il ns viaggio Polacco e regala una specie bellissima rara e inaspettata cosa c’è di meglio ?

Consigli:

Abbigliamento tecnico consigliato (maglie o calzamaglie termiche) giacche solo per gli spostamenti nei capanni bisogna esser comodi e evitare di far rumore.

Scarpe waterproof o stivali in gomma visto il fango

Ottiche consigliate : il primo viaggio lo feci con un 300 2.8 e mi sono trovato bene anche se in alcune occasioni si tagliano le ali in quanto quando litigano occupano parecchio spazio, quest’anno con il nikon 200-500 e sono andato meglio. Ottiche fisse per ritrarre le aquile in lotta sono limitanti in alcune occasioni.

Reflex che sopportino alti iso,

si oscilla tra 2000 e 8000 sempre considerando tempi adeguati per fermare i soggetti.